Il romanzo si configura una storia corale al femminile che si sviluppa su un intreccio essenzialmente di quattro donne, diverse per provenienza geografica (Dublino, Bologna, Nuova Zelanda), età e esperienza di vita, ma tutte accomunate da profonde ferite.
Da Dublino parte la storia personale di una delle protagoniste, anzi due per la precisione; Bologna è lo scenario in cui si muove la protagonista più giovane; la Nuova Zelanda è il luogo di fuga e di riconnessione con la natura della protagonista che dà il titolo al libro, ispirato all'esperienza giovanile dell'autrice.
Vega, è la donna fuggita dall'altra parte del mondo per lasciare alle spalle il proprio passato di sofferenza e rimettere insieme la propria vita. In Nuova Zelanda si reinventa nel ruolo di scrivana/lettrice, facendo da "ponte" per sanare le ferite e le storie spezzate degli altri, mentre cerca di guarire se stessa. Agnese è la donna anziana segnata da una vita di violenze, abusi e deprivazioni vissute prima in un ospedale psichiatrico e poi in una casa di cura. Il suo cammino si intreccia con quello di Sara, una giovane ragazza ribelle del Bolognese, ex tossicodipendente e ragazza madre, condotta a svolgere lavori socialmente utili presso la struttura di cura in cui risiede Agnese. Dall'incontro tra Sara e Agnese si accende una "scintilla" determinante che mette in moto la interconnessione tra queste quattro donne, in qualche modo legate. Infine troviamo Roimata (Sciamana), la figura che introduce nella storia elementi di cura legati alla spiritualità e al mondo naturale.
Nel libro tra i vari personaggi maschili che fanno da contorno, particolarmente interessante è la presenza anche del maschio tossico, di uomo con cui viene esplorato il tema della relazione possessiva ed escludente.
I temi chiave del romanzo possono riassumersi in questi quattro principali.
La rinascita e il lavoro sul passato: il romanzo indaga sulla difficoltà di fare i conti con i propri traumi senza necessariamente poter "cancellare" il passato, ma imparando a farci "pace" riprendendo in mano la propria vita
La sorellanza e la connessione femminile: viene sottolineata la forza dell'aiuto reciproco tra donne diverse per età e vissuto, capaci di sostenersi pur partendo da situazioni di solitudine.
Il potere curativo della scrittura e della parola: la scrittura e la lettura emergono come strumenti terapeutici sia per chi narra, sia per chi ascolta. Esempi tangibili nella storia sono sia la lettura che Sara fa agli anziani nella casa di cura, sia la "professione" esercitata da Vega sull'isola.
La spiritualità, il realismo magico e l'ecologismo: nel romanzo si avvertono influenze New Age legate allo yoga, al profondo rispetto per la natura e a un filo di "realismo magico" e fatalismo che ricompone l'intreccio verso il finale.
Informazioni per l'acquisto del libro
Titolo: Il canto di Vega
Autrice: Silvia Bardesono
Casa Editrice: Pedrini Edizioni
Disponibilità: Acquistabile online (Amazon, sito dell'editore) o ordinabile nelle librerie fisiche.

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