Nell'antica Roma, il vino era severamente vietato alle donne, e il controllo sulla loro sobrietà veniva esercitato attraverso lo "ius osculi", il diritto di bacio. Questo diritto prevedeva che le donne fossero baciate sulla bocca dai parenti maschi, un modo per verificare che non avessero bevuto vino.
Questo costume, o diritto di bacio, era una pratica sociale e legale che permetteva ai parenti maschi di verificare che le donne obbedissero al divieto di un comportamento considerato inappropriato per loro.
Un “alcol test” ante litteram che serviva a smascherare eventuali trasgressioni, dato che l’odore del vino era difficile da nascondere.
Le ragioni del divieto erano molteplici e comprendevano credenze popolari sul potere del vino di provocare aborto, adulterio e perdita del controllo. Alcuni storici ritengono che il divieto fosse legato alla paura che le donne, ubriache, potessero rivelare segreti familiari o tenere comportamenti sconvenienti.
Lo ius osculi, quindi, era uno strumento di controllo sociale, volto a mantenere l'ordine e la reputazione delle donne all'interno della società romana. La violazione del divieto era punita severamente, e in alcuni casi poteva portare anche alla morte.
Esisteva una distinzione tra il vino "comune" (temetum), vietato alle donne, e altre bevande a base di vino, come il vinello o il vino passito, che potrebbero essere state consentie in alcune circostanze.

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