Alessandro fu chiamato Magno, che significa Grande, per l’importanza delle sue imprese e le sue enormi conquiste territoriali.
Ancora oggi rappresenta uno dei più grandi sovrani e condottieri della storia, e probabilmente il più grande della sua epoca.
Alessandro era macedone; la Macedonia era un piccolo regno a nord-est della Grecia. Il suo territorio era prevalentemente montuoso, ragion per cui i suoi abitanti erano per lo più pastori e contadini; il commercio era poco sviluppato poiché le sue coste paludose erano inadatte alle navi. Ma essendo molto esposta agli attacchi di vari popoli nomadi a causa della sua posizione, la Macedonia aveva formato un esercito molto potente. Sebbene fossero considerati barbari, cioè non greci e di conseguenza rozzi e arretrati, parlavano il greco, partecipavano ai giochi olimpici e amavano tutta la cultura greca.
Nel IV secolo a.C., mentre le poleis greche si indebolivano a cause delle continue battaglie tra di loro (guerra del Peloponneso), la Macedonia si rafforzava, prima con Filippo II, e poi ancor di più proprio con Alessandro Magno, che era suo figlio.
Alessandro infatti continuò quello che era il progetto già iniziato da suo padre; creare un impero dalla Grecia fino alla Persia.
Filippo II che divenne sovrano nel 359 a.C., cominciò la sua opera di conquista rafforzando ancora di più l’esercito con la cavalleria e creando un nuovo e micidiale schieramento in battaglia: la falange macedone. Conquistò prima le regioni confinanti e poi anche le poleis greche, che riunì sotto il suo comando nella Lega di Corinto; la sua intenzione era di usare la Lega per la sua spedizione contro l’impero persiano. Ma purtroppo non poté realizzare i suoi progetti; nel 336 a.C. fu assassinato da una delle sue guardie per intrighi di corte.
Alessandro gli successe appena ventenne, ma già con le idee chiare di continuare quello che era il disegno di conquista di Filippo suo padre. Grazie a suo padre, che chiamò come maestro di Alessandro il più grande filosofo greco dell’epoca, Aristotele, ricevette un’educazione eccellente. Fu tale il suo amore per la cultura greca, che si deve a lui l’Ellenismo, ovvero la diffusione della cultura greca successivamente alla sua morte grazie al grande impero che aveva riunito.
Nel 334 a.C., così il giovane Alessandro intraprese una campagna militare contro la Persia. In soli tre anni sconfisse i Persiani e conquistò un impero immenso: prima l’Anatolia, poi la Fenicia, quindi l’Egitto, dove fondò la città di Alessandria d’Egitto; infine tornò in Asia e si spinse con il suo esercito sempre più a est, fino ai confini dell’India. Il suo sogno era quello di formare un impero universale, dove regnasse accordo e pace. Per questo affiancò ai governatori di origine greca e macedone amministratori delle popolazioni conquistate, istituì una moneta unica e accolse soldati e comandanti persiani nel suo esercito. Sposò la figlia di Dario, re persiano, per favorire matrimoni misti, cioè tra macedoni e persiani, e fece venire dalla Grecia studiosi, filosofi e scienziati, affinché la lingua e la cultura greche potessero mescolarsi con la cultura orientale.
Purtroppo il suo progetto di fusione pacifica tra i popoli non fu portato avanti a lungo da Alessandro, che nel 323 a.C. a soli 33 anni, morì per una malattia.
Alla sua morte, non essendoci eredi, il suo impero si divise in tre regni, detti ellenistici, comandati da suoi generali macedoni. Svaniva il sogno di Alessandro di un unico impero, ma non quello della fusione culturale: nei regni ellenistici civiltà diverse entrarono in contatto scambiando tradizioni, religioni e lingue, e la “grecizzazione” dei popoli orientali, cominciata da Alessandro, sarebbe continuata per molto tempo.
Tutto questo fa di Alessandro Magno non solo un grandissimo condottiero, ma anche una mente innovativa: a lui per primo dobbiamo l’idea di convivenza e di universalismo, cioè convivenza pacifica tra i popoli sulla base di leggi universali.

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