Un viaggio tra i tesori più antichi della cultura europea
Nel cuore del centro storico di Verona, accanto al Duomo, si trova una delle istituzioni culturali più straordinarie al mondo: la Biblioteca Capitolare, definita da molti studiosi la biblioteca più antica ancora in attività.
Le sue origini risalgono al V secolo, epoca in cui sorgeva lo scriptorium della Schola majoris Ecclesiae, da cui ebbe inizio la straordinaria tradizione manoscritta della Capitolo veronese.
Da allora, per oltre 1.500 anni, questo scrigno ha custodito e tramandato ininterrottamente il sapere, diventando una vera e propria testimone vivente della storia dell’Occidente.
Il patrimonio della Biblioteca Capitolare è vastissimo: oltre 1.200 manoscritti, 11.000 pergamene, 300 incunaboli e più di 80.000 volumi a stampa. Ma ciò che la rende davvero unica sono alcuni pezzi di valore inestimabile, autentici capolavori della scrittura antica.
Tra questi spicca il Codice di Ursicino, redatto il 1° agosto del 517 d.C., uno dei primi esempi datati di produzione libraria veronese, contenente le vite di San Martino e San Paolo Eremita.
Accanto a esso troviamo uno dei gioielli della patristica: una delle copie più antiche del De Civitate Dei di Sant’Agostino, forse scritta quando il grande teologo era ancora in vita.
Ma la Capitolare ha anche avuto un ruolo chiave nella storia del diritto: conserva infatti un palinsesto delle Istituzioni di Gaio, l’unico testo completo sopravvissuto del diritto romano classico, scoperto nell’Ottocento e fondamentale per lo studio del diritto antico.
La Biblioteca Capitolare è anche uno dei luoghi simbolo della nascita della lingua italiana. Qui si trova l’Indovinello Veronese, breve componimento dell’VIII secolo considerato la prima testimonianza scritta in volgare italiano: “Se pareba boves…”.
Il fondo liturgico è altrettanto straordinario. Il Sacramentario Veronese, risalente al VI secolo, è il più antico libro liturgico dell’Occidente, mentre il Codice VI, o Evangeliario Purpureo, è un sontuoso manoscritto del V secolo, scritto in lettere d’oro e d’argento su pergamena tinta di porpora, un vero capolavoro di arte calligrafica e spirituale.
Un altro documento prezioso è l’Iconografia Rateriana, la prima rappresentazione grafica conosciuta della città di Verona, risalente al X secolo. Anche se l’originale è perduto, una copia settecentesca è custodita gelosamente nella biblioteca.
Oggi, la Biblioteca Capitolare è aperta al pubblico e propone visite guidate, tra cui la suggestiva Passeggiata con il Prefetto, che include anche la visita alla Chiesa di Sant’Elena e al chiostro del Duomo. È un’occasione imperdibile per vedere da vicino documenti che hanno plasmato la storia del pensiero, della fede e della lingua in Europa.
La Biblioteca Capitolare non è solo un museo del libro: è un organismo vivo che continua a custodire, studiare e diffondere conoscenza. Entrarvi significa immergersi nel respiro profondo della civiltà europea, tra pergamene, codici miniati, lingue antiche e parole immortali. Una tappa imprescindibile per chi ama la storia, la cultura e la bellezza del sapere.

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