Gli interessi in gioco




Sebbene stia mentendo insieme a me, rendendosi complice, ha ripetuto più di una volta, che conciliare due esigenze meritevoli che si contrastano, non è impresa da poco.
Da un lato ci sono mia moglie e mia figlia, che devo tutelare e salvaguardare.
Dall’altro un figlio che, sebbene non voluto, ha diritto a essere allevato e cresciuto da chi è responsabile del suo concepimento.
Don Rocco ha solo cercato di tutelare tutti gli interessi in gioco e di questo nessuno può fargli una colpa. Anzi, per me questo atteggiamento porta alle risoluzioni migliori e più eque.
In fondo, la ragione e il torto stanno sempre da ambo le parti, e per far bene a ognuna delle due, bisogna scontentare in qualcosa l’altra.
Questo sabato finalmente ci sarà il battesimo e questa faccenda potrà dirsi avviata; cercherò di non coinvolgere troppo Silvia, nel senso che vedrò Filippo, senza di lei, imparando a tenere a bada il mio trasporto per la madre.
Di tanto in tanto, potremo ritrovarci, per festività o altro, ma senza esagerare.
Silvia dovrà credere che Minù e suo figlio hanno nella mia vita un valore marginale; non dovrà mai leggere nei miei occhi l’importanza di Filippo per me, né dubitare della mia assoluta fedeltà.

#estratto dal mio romanzo "L'uomo che parlava all'universo. Il figlio dell'anima"



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