Nata nel 1986 dall'idea di un reverendo americano, ha l'obiettivo di ricordarci il potere terapeutico dell'abbraccio nel mese considerato più triste dell'anno.
Il terzo lunedì del mese di gennaio è stato definito il Blue Monday, ovvero il giorno più triste dell'anno. Di scientifico dietro non c'è granché, anche se è vero che esiste la possibilità che in questo periodo freddo e buio dell'anno il malessere possa aumentare.
C'è chi invece ha scelto di creare una ricorrenza per combattere la tristezza che può essere associata al mese invernale per eccellenza. Oggi, 21 gennaio, si celebra la Giornata Mondiale dell'Abbraccio. Un gesto - e qui si che ci sono prove scientifiche - che può avere un potere terapeutico.
L'idea è del reverendo Kevin Zaborney e nasce in Michigan, negli Stati Uniti. Lì viene istituito nel 1986 il National Hugging Day proprio per trovare un momento di conforto nel gelido - e spesso difficile - periodo invernale. Ed è stato saggiamente inserito tra due periodi di festa, quello di natalizio e il giorno di San Valentino. Come si celebra la Giornata Mondiale dell'Abbraccio? Semplicemente avvolgendo con il proprio corpo le persone a noi più care, familiari e amici. Zaborney ha sempre però sottolineato l'importanza di rispettare lo spazio personale altrui, chiedendo prima il permesso.
L' abbraccio, come detto prima, può avere scientificamente un potere terapeutico.
Si sono già dimostrati i suoi effetti benefici sull'umore, grazie al rilascio di serotonina. Placa anche l'ansia, grazie alla produzione di ossitocina. Poi aumenta l'autostima e - sembra - può persino ridurre la suscettibilità alle infezioni delle alte vie aeree. Chi bisogna abbracciare di più? I bambini: sono loro che accolgono in modo più positivo - anche a livello «sanitario» - questo gesto.
Non mi resta che dirvi abbracciatevi tutti, abbracciatevi di più... Un abbraccio scalda il cuore nel freddo che c'è.

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