Il mito di Orfeo ed Euridice è una storia commovente e straziante che ha da sempre appassionato e ispirato i più grandi artisti e letterati di tutti i tempi.
Orfeo era il figlio della musa Calliope e del re Eagro, Euridice era una bellissima ninfa di cui egli si innamorò, ricambiato, e si sposarono.
La loro felicità durò fino a quando il giovane Aristeo, figlio del dio Apollo, si innamorò perdutamente di Euridice la quale, però, non ricambiava il suo sentimento e un giorno, per sfuggire alle sue attenzioni, inciampò in un serpente velenoso che la uccise mordendola.
Orfeo si disperò terribilmente e decise di scendere agli inferi per andare a riprendersi la sua amata, affrontando numerose e coraggiose prove per arrivarvi.
Persefone, la Dea degli Inferi, intenerita dall’amore e dal coraggio di Orfeo, permise all’innamorato di riavere la moglie a condizione che, durante il tragitto che li avrebbe condotti fuori dall’Ade, egli non si sarebbe mai voltato a guardarla.
Orfeo ed Euridice promisero e intrapresero così il cammino per ritornare insieme nel mondo dei vivi e proprio sulla soglia Orfeo si voltò perché convinto di essere ormai del tutto fuori, ma Euridice non era ancora uscita per cui scomparve per sempre disperdendosi nelle tenebre.
Disperato dalla perdita della sua amata, Orfeo pianse per sette lunghi mesi considerando la sua vita, ormai, senza senso.
Ad offrirgli amore e consolazione si proposero le Baccanti che lui rifiutò con sdegno.
Esse, allora, per lavare l'offesa lo uccisero facendolo a pezzi e ne gettarono la testa nel fiume Ebro che cadde sulla sua lira e continuò a cantare soavemente il suo amore mentre galleggiava.
Giove, toccato da questo struggente canto, si commosse e portò Orfeo nei Campi Elisi, il luogo dove dimoravano coloro che erano amati dagli Dei.
Prese, poi, la lira e formò una costellazione di luminose stelle che chiamò "Costellazione Lira" che, tutt'ora, brilla e spande in Cielo la sua luce ai margini della Via Lattea.

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