Maradona sui muri di Napoli




Il Pibe de Oro e il suo indelebile legame con Napoli

Diego Armando Maradona, nato a Villa Fiorito, un quartiere povero di Buenos Aires, il 30 ottobre 1960, è stato un genio assoluto del calcio e una figura complessa, amata e discussa. Fin da bambino, il suo straordinario talento con il pallone fu evidente. La sua carriera lo portò dai club argentini come Argentinos Juniors e Boca Juniors (con cui vinse il campionato nel 1981) all'Europa, prima con il Barcellona e poi, nel 1984, a Napoli, città che lo avrebbe innalzato a idolo e "santo intoccabile".



Gli anni a Napoli (1984-1991) rappresentarono l'apice della sua carriera e della storia del club partenopeo. Con il Pibe de Oro come leader carismatico e fantasista ineguagliabile, il Napoli vinse due Scudetti (1987 e 1990), una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa UEFA, trasformando una squadra del Sud in una potenza calcistica. La sua abilità nel dribbling, la capacità di inventare giocate uniche e la sua personalità estroversa lo resero un'icona globale. In sette stagioni leggendarie, Diego non si limitò a giocare: divenne l'anima, il riscatto e l'orgoglio di Napoli.
Con la Nazionale argentina, Maradona coronò il suo sogno vincendo il Mondiale del 1986 in Messico, dove fu eletto miglior giocatore del torneo e realizzò il leggendario "Gol del secolo" e la "Mano de Dios" contro l'Inghilterra.



La sua vita fuori dal campo fu segnata da eccessi e controversie, ma l'uomo Maradona non ha mai smesso di essere un simbolo popolare, in particolare a Napoli e in Argentina, per la sua vicinanza agli umili.
Questo legame viscerale con Napoli è vivo e tangibile nelle strade della città, trasformate in una galleria d'arte a cielo aperto in suo onore. I murales sono l'espressione più potente di questa devozione.



Nei Quartieri Spagnoli, il murale di Mario Filardi del 1990 è un punto di pellegrinaggio, un'istantanea del Pibe con la maglia azzurra, simbolo di fede popolare.
L'artista Jorit Agoch ha contribuito con opere monumentali, come il volto di Maradona a San Giovanni a Teduccio e il murale a Quarto che lo ritrae giovane, enfatizzando il suo status di "uomo del popolo" e di speranza per le periferie.




Tributi come quello di Nello Petrucci allo Stadio San Paolo (oggi Stadio Diego Armando Maradona) e le opere di Mario Casti Farina a Soccavo e Pozzuoli, testimoniano come Diego abbia lasciato un segno in ogni angolo della provincia.



Queste opere non celebrano solo un campione, ma un'idea: la possibilità di sognare e di vincere contro ogni pronostico. Tanti auguri Diego ovunque tu sia, sicuramente sempre nei nostri cuori.




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